L'attuale fenomeno climatico El Niño, fluttuazione naturale della temperatura superficiale del mare e dei venti nell'Oceano Pacifico tropicale, è destinato a diventare il più imponente degli ultimi 150 anni. Non solo: l'ondata di calore sprigionata dall'oceano, combinata con il riscaldamento provocato dai cambiamenti climatici di origine antropica, renderà probabilmente il 2027 il più caldo mai registrato, oltre a innescare fenomeni meteorologici estremi in molte aree del mondo. È quanto affermano gli esperti in un articolo pubblicato sulla rivista Nature.Un margine «davvero sbalorditivo»

In base alle proiezioni di una serie di modelli climatici, il picco di questo El Niño è destinato a superare il precedente record con un margine «davvero sbalorditivo», afferma Zeke Hausfather, climatologo di Berkeley Earth, organizzazione di ricerca non profit della California. «Non è da escludere – sottolinea – che l'evento possa combinarsi con il cambiamento climatico portando le temperature medie globali del 2027 fino a 1,7 °C al di sopra della media preindustriale».Le stime della Noaa

Dati alla mano, le elevate temperature superficiali dell'Oceano Pacifico e i regimi dei venti si sono intensificati rapidamente a partire da giugno. Nel suo ultimo bollettino, la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) statunitense ha stimato una probabilità di quattro su cinque che entro la fine dell'anno si sviluppi un evento «molto forte», con la «quasi certezza che le condizioni associate a El Niño persisteranno almeno fino all'aprile 2027».«Al momento – aggiunge Michelle L'Heureux, meteorologa della Noaa e responsabile del team dell'agenzia dedicato alle previsioni Enso a College Park, nel Maryland – stiamo osservando tutti i segnali di un'interazione atmosfera-oceano estremamente vigorosa in tutto il Pacifico equatoriale. Tutto ciò rafforza la nostra convinzione che assisteremo a un El Niño destinato a collocarsi tra i più intensi mai registrati».Le ricadute sulle economie