Un'anomalia termica del Pacifico tropicale centrale potrebbe raggiungere un picco di +3,6°C, un valore che collocherebbe l'El Niño in formazione tra gli eventi più estremi mai osservati dall'inizio delle rilevazioni strumentali. Se la traiettoria venisse confermata, il pianeta potrebbe trovarsi davanti a un episodio capace di spingere ulteriormente verso l'alto la temperatura media globale nel 2027, quando gli effetti del fenomeno tendono a manifestarsi con maggiore intensità.

La notizia, riportata da Nature, riferirebbe che diversi ricercatori considerano possibile che l'evento in corso diventi il più intenso degli ultimi 150 anni. Secondo la rivista scientifica, i modelli climatici indicherebbero che il picco dell'episodio potrebbe contribuire a portare la temperatura media globale del 2027 fino a circa +1,7°C rispetto al periodo preindustriale. Non si tratterebbe del superamento definitivo della soglia dell'Accordo di Parigi, che si valuta su medie di lungo periodo, ma di un segnale della rapidità con cui il sistema climatico si starebbe avvicinando a livelli di rischio sempre meno eccezionali.

Le previsioni dei centri internazionali

La NOAA, attraverso il Climate Prediction Center, il 9 luglio 2026 avrebbe confermato che El Niño sarebbe già in atto e continuerebbe a rafforzarsi fino alla fine dell'anno, con una probabilità del 97% di persistenza almeno fino all'inizio della primavera 2027. La stessa agenzia indicherebbe una probabilità dell'81% che tra ottobre e dicembre 2026 si sviluppi un El Niño molto forte, tra i più intensi della serie storica che parte dal 1950, una stima in crescita rispetto al 40% circolato nei mesi scorsi.