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di Redazione La Sicilia
27 Luglio 2026, 09:26
A metà luglio, nel cuore del Pacifico tropicale, il termometro del mare ha iniziato a raccontare una storia che fino a pochi mesi fa sembrava eccessiva persino per molti climatologi: El Niño non solo è arrivato, ma sta crescendo con una velocità e un’intensità che potrebbero portarlo oltre ogni confronto recente. In un mondo che ha già archiviato il 2024 come l’anno più caldo mai registrato a livello globale, l’eventuale salto di scala di questo episodio non sarebbe un dettaglio tecnico: sarebbe un moltiplicatore di calore, umidità e instabilità.
Secondo il più recente aggiornamento del Climate Prediction Center della NOAA, pubblicato il 9 luglio 2026, El Niño continuerà a rafforzarsi per tutto l’anno, con una probabilità del 97% che persista fino all’inizio della primavera 2027. Ancora più significativo il dato sulla forza: la stessa agenzia stima una probabilità dell’81% che l’evento raggiunga la categoria di “very strong” tra ottobre e dicembre 2026, collocandosi tra i più intensi dell’archivio storico moderno, che per la NOAA parte dal 1950.












