Il rilascio del modello cinese Kimi K3 e le mosse di Washington e Pechino stanno riportando al centro una domanda: chi controlla davvero i sistemi intelligenti? Dai modelli di IA ai robot connessi fino alle automobili software-defined, il punto non è soltanto cosa raccolgono, ma chi può impartire istruzioni e aggiornamenti. È su queste capacità che si stanno ridefinendo la sicurezza nazionale e la regolazione del mercato della robotica. La riflessione di Silvio Revelli, amministratore delegato di volta.ai

Il 16 luglio Moonshot AI ha rilasciato Kimi K3, 2.800 miliardi di parametri, con i pesi attesi entro il 27: sarebbe il più grande modello aperto mai distribuito. Nelle stesse settimane il Congresso ha ristretto l’uso di alcuni modelli cinesi e il Pentagono ha difeso la scelta, mentre Pechino valuta controlli all’esportazione sui pesi dei modelli nazionali. Due governi si muovono in direzioni opposte sullo stesso oggetto. Non capita per le cose irrilevanti.

La ragione è che nessuno sa davvero cosa contenga una matrice di miliardi di parametri: non chi la scarica, non chi la ospita, nemmeno chi l’ha addestrata. Aperto significa che puoi leggerne ogni numero senza sapere nulla di ciò che il modello farà. L’ispezionabilità è una garanzia sulla distribuzione e una figura retorica sul contenuto.