L’ultimo modello sviluppato da Moonshot insidia Claude di Anthropic. Pechino riduce così il gap con gli Usa, proponendo un sistema alternativo. Tecnologico e, soprattutto, geopolitico.
C’è stato il momento DeepSeek. Ora è giunto il momento Kimi K3, altro potenziale momento spartiacque nella competizione sull’intelligenza artificiale tra Stati Uniti e Cina. Si tratta del nuovo modello sviluppato dalla startup cinese Moonshot AI che, nel giro di pochi giorni, ha rimesso in discussione la convinzione di Silicon Valley che il vantaggio americano sull’IA fosse ormai destinato ad ampliarsi. I benchmark raccontano una storia diversa. Nei test di programmazione, ragionamento e utilizzo come agente autonomo, Kimi K3 compete e in alcuni casi supera modelli statunitensi come Claude Fable di Anthropic, mantenendo costi inferiori e soprattutto una caratteristica destinata a pesare ben oltre la dimensione tecnologica: è un modello open-weight, cioè distribuito con i propri pesi e quindi scaricabile, modificabile e riutilizzabile da ricercatori e aziende di tutto il mondo. Un elemento che ne amplifica enormemente la diffusione e che rappresenta l’ennesimo segnale di due modelli opposti di sviluppo dell’intelligenza artificiale.















