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Redazione Milano

Il sindaco di Milano a margine della commemorazione delle vittime di via Palestro: «Spiace che la mia parte politica sia accusata di indulgenza. Il sindaco Lo Russo ha parlato chiaramente». E sul collega di Bologna: «Matteo Lepore paga il prezzo di essere coraggioso»

«A me spiace che alla mia parte politica si dia la colpa di essere indulgente nei confronti di alcune manifestazioni violente». Lo ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando le polemiche politiche dopo le violenze dei No Tav. «Non mi pare che dalle parole per esempio del mio collega, il sindaco Lo Russo, sia mai emersa alcuna indulgenza - ha aggiunto a margine della commemorazione delle vittime della strage di via Palestro -. La mia opinione personale è che quello è un atto criminale, oltretutto perpetrato credo da persone che la Tav fanno fatica a sapere cos'è, che benefici porta, che problematiche può avere. C'è la voglia della violenza per la violenza». «Io non credo che noi a sinistra siamo indulgenti, dobbiamo stare attenti a non rischiare di mostrarlo», ha concluso.

Il sindaco è poi intervenuto dui fatti di Bologna. «Matteo Lepore è un sindaco coraggioso ed è un sindaco che non nasconde mai le proprie opinioni, per cui è chiaro che è il perfetto candidato ad essere aggredito da chi la vede in maniera molto distante dalla sua». Lepore, dopo quanto accaduto in città con la morte di Abderrahim Fakir, ha ricevuto minacce di morte e per lui è stata attivata una scorta. «È persona esperta, mi spiace perché credo che avere la scorta non sia mai una cosa buona, mi spiace che debba passare questo - ha concluso Sala -. Questo è anche il prezzo che paghiamo per fare il nostro mestiere e per sostenere le nostre idee».