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Chiara Evangelista

Lo sfogo del sindaco dopo l'assoluzione per il caso di via Stresa: colpite persone oneste vicine a me

Dopo anni torna a respirare il sindaco Beppe Sala. Ma i lunghi mesi con la testa sott’acqua lasciano addosso tanta «amarezza». In particolare, per «la violenza verbale usata dai pm nel sostenere le accuse», precisa il numero uno della giunta a Palazzo Marino, che torna a ribadire: «Una parte della Procura ha dato un’impostazione politica al suo lavoro». «Un abnorme abuso edilizio, hanno agito con strafottenza». «Una piena compenetrazione dei funzionari nelle ragioni degli imprenditori». Le parole utilizzate dalla Procura, nelle requisitorie e nelle carte, risuonano ancora nella mente del sindaco. «C’è un continuo uso di aggettivi — commenta Sala — . Una necessità di corroborare le loro tesi con parole volte a screditare la nostra azione». Per questo, nell’apprendere la decisione della magistratura di assolvere tutti gli imputati per il caso di Torre Milano, il sindaco si dice «soddisfatto» ma non nasconde gli strascichi personali che le inchieste gli hanno lasciato addosso: «Sono state colpite le persone a me vicine e di cui sono certissimo dell’onestà». Un nome fra tutti, l’ex assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, che ha rassegnato lo scorso luglio le dimissioni in seguito al coinvolgimento nelle inchieste.