Milano – "La cosa che proprio mi ha molto amareggiato è stata la violenza verbale usata dai pm nel sostenere le accuse". Questo il duro affondo del sindaco di Milano Giuseppe Sala commentando la prima sentenza relativa alle inchieste sull'urbanistica. Sala ha poi detto di avere due motivi di amarezza: "il primo è aver visto colpite persone che sono a me vicine e di cui sono certissimo dell'onestà. Faccio un nome, l'ex assessore Tancredi che ha visto anche un po' rovinata la sua carriera e il suo equilibrio. E poi la seconda cosa, c'è un continuo uso di aggettivi, una necessità di corroborare le loro tesi con parole tese a screditare la nostra azione". Il sindaco di Milano Giuseppe Sala
"La giustizia ha tante teste, così la Procura e così il Tribunale, che ringrazio non tanto e solo per questo esito, ma per come in tutto questo periodo ha lavorato in correttezza" ma "è chiaro che a questo punto sono anche un po' curioso di capire il dottor Viola, che stimo, come vede la situazione". "Ai Pm - ha aggiunto il sindaco - riconosco che lavorano in uno scenario di incertezza normativa. Questo lo riconosco. Io non parlo di cattiva fede o di malafede, parlo di approccio politico e parlo di esagerazione nei toni, ma non metto assolutamente in discussione la loro buona fede e capisco che quando si lavora su un'incrostazione legislativa e normativa come quella sull'urbanistica in Italia, con una legge madre che è del 1942, anche loro possono avere difficoltà". Dunque, ha sottolineato infine Sala, "la mia preghiera adesso a chi sta in Parlamento è di lasciare perdere il Salva Milano, non c'è niente da salvare e come si vede poi noi andiamo avanti col nostro lavoro, ma di tenere conto che non fa bene a nessuno, né alle città né al nostro Paese, non avere una materia così importante regolamentata in maniera più attuale".








