di
Luigi Ferrarella
Il sindaco si era sfogato dopo l'assoluzione per il caso di via Stresa dicendo: «Una parte della Procura ha dato un'impostazione politica al suo lavoro. Colpite persone oneste vicine a me»
Martedì l’affondo del sindaco Beppe Sala dopo la sentenza di assoluzione degli imputati nel primo processo sull’urbanistica milanese, mercoledì mattina il rilancio della vicesindaco Anna Scavuzzo sul fatto che «la Procura ha appesantito il clima sicuramente», e che, se «l'azione anche di indagini è legittima, autonoma, indipendente, non bisogna però inquinare il clima e impedire che ci sia uno svolgimento anche corretto e quotidiano di quella che è un'attività che è libera e innocente fino a prova contraria».
E a questo punto il procuratore di Milano, Marcello Viola, ritiene di intervenire con accanto l’aggiunto Paolo Ielo: «Non abbiamo alcuna volontà né voglia di interferire con attività delle autorità amministrative, come ufficio mi sento di dare un segnale di rasserenamento. Si lasci lavorare con tranquillità chi deve lavorare. Poi, certo, le indagini determinano degli effetti. E le sentenze non si commentano prima di averne lette le motivazioni, quando saranno depositate trarremo nostre valutazioni sul da farsi». Al sindaco che ieri aveva polemicamente chiesto al procuratore «cosa pensasse del suo team» di pm, Viola risponde solo che «La Procura è una, e si muove in sintonia». lferrarella@corriere.it











