Pochi calabresi conoscevano Art-Cal. Eppure, mentre pendolari e studenti aspettavano autobus e treni, quell’acronimo quasi clandestino avrebbe dovuto governare l’intero sistema del trasporto pubblico regionale: programmare i servizi, preparare le gare, firmare i contratti, controllare le aziende. Adesso l’ente torna improvvisamente sotto i riflettori perché la Regione vorrebbe sopprimerlo e sostituirlo con AMCAL, una società per azioni interamente pubblica. Una nuova insegna, un nuovo statuto, un capitale iniziale di 510 mila euro. Ma anche una curiosa continuità: la nuova Spa erediterà praticamente tutto dalla vecchia Autorità, compresi rapporti giuridici, contratti, fondi, archivi, crediti, debiti e cause pendenti. Non si tratta di una liquidazione, ma piuttosto di un trasloco universale da un soggetto di diritto pubblico a una società di capitali. La domanda, prima ancora di stabilire se la riforma sia buona o cattiva, è elementare: che cosa non ha funzionato in ART-Cal e perché una Spa dovrebbe funzionare meglio? Nella proposta di legge, per ora, una risposta documentata non c’è.

L’Autorità che governava tutto senza farsi conoscere

ART-Cal nasce con la legge regionale 35 del 2015, durante la presidenza di Mario Oliverio. La legge la definisce ente pubblico dotato di autonomia funzionale e le assegna un compito enorme: essere l’ente di governo dell’unico bacino regionale del trasporto pubblico locale. Dietro la sigla ci sono funzioni assai concrete: definizione dei programmi di esercizio, affidamento dei servizi, stipula e controllo dei contratti, autorizzazioni, gestione dei beni strumentali e relazione annuale sul funzionamento del sistema. La governance disegnata dalla legge era persino solenne. Un’assemblea composta dal presidente della Regione, dalla Città metropolitana, dalle Province e dai sindaci calabresi; un presidente eletto dall’assemblea; un comitato istituzionale; un revisore. Sulla carta, dunque, una sorta di parlamento calabrese della mobilità. Nella realtà, un organismo rimasto quasi invisibile all’opinione pubblica e guidato per anni attraverso una soluzione che avrebbe dovuto essere temporanea.