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Il trasporto pubblico locale e le grandi infrastrutture per la mobilità: c’è anche, o forse soprattutto, questo nello scacchiere politico della caldissima estate alla Regione. Alta velocità ferroviaria e Strada statale 106 da un lato, riforma del Tpl e aggiornamento del Piano regionale dei trasporti (Prt) dall’altro sono i principali dossier aperti tra la Cittadella di Catanzaro e Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale.

Pressing sui binari

I temi inevitabilmente s’intrecciano, come avverrà oggi nella quarta commissione del Consiglio regionale che ha in programma audizioni sul Prt con l’assessore Gianluca Gallo, l’amministratore delegato e direttore generale di Rfi (in qualità di commissario straordinario di governo per gli interventi di potenziamento ed elettrificazione della rete ferroviaria), i rappresentanti del club di territorio di Reggio Calabria del Touring e il Collegio degli ingegneri ferroviari. Quest’ultimi hanno intenzione di consegnare l’ennesimo documento sull’Alta velocità Roma-Reggio, ribadendo la posizione ormai nota: ripartire dal vecchio studio di fattibilità del 2005 e investire sul percorso che consenta di coprire l’intera tratta in 3 ore. E ciò a fronte delle dichiarazioni del ministro e vicepremier Salvini che - a prescindere dalla mancanza di fondi e progetti - continua a parlare di Reggio-Roma «in 4 ore». Un equivoco sul concetto di fondo di “alta velocità” che probabilmente a qualcuno fa comodo tenere in piedi: se i 210 km tra Roma Termini e Napoli Afragola si percorrono oggi in 56 minuti, perché non si può programmare di coprire la tratta Afragola-Reggio (417 km) in 2 ore?