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«Questo dibattito pubblico era molto atteso. Lo abbiamo auspicato da diverso tempo con il presidente della Regione Roberto Occhiuto e con il ministro Matteo Salvini. È una start up per questa nuova Statale 106 della Magna Grecia». Lo ha detto l'amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, intervenendo a Catanzaro all'avvio del dibattito pubblico per la realizzazione dell'ultimo tratto della Statale 106 tra il capoluogo e Reggio Calabria.Secondo Gemme, con il completamento dell'opera saranno finalmente ultimati i 184 chilometri del tracciato, di cui 140 in nuova sede. «Si tratta di un'opera importante. In Calabria gli investimenti sono enormi, a breve dieci miliardi di euro, cinque dei quali già in corso», ha evidenziato l'Ad di Anas, sottolineando come il confronto con il territorio debba contribuire a velocizzare decisioni condivise.Quattro ipotesi progettuali tra corridoio costiero e pedemontano
Nel dettaglio, Anas ha illustrato quattro diverse alternative progettuali. A spiegarle è stato il responsabile della struttura territoriale Calabria di Anas, Luigi Mupo.
«Portiamo allo studio quattro alternative che si sviluppano su due corridoi: uno pedemontano e uno costiero», ha spiegato Mupo, precisando che il nuovo tracciato sarà collegato ai tratti già raddoppiati tra Simeri e Squillace, tra Roccella Ionica e Locri, oltre al segmento tra Palizzi e Bova Marina, il cui completamento è previsto nel 2027.Il progetto prevede tre tronchi principali: da Reggio Calabria a Palizzi, da Palizzi a Locri e da Roccella Ionica a Catanzaro.Le ipotesi pedemontane, ha spiegato ancora Mupo, risultano più impegnative dal punto di vista tecnico ed economico, mentre le alternative costiere presentano costi inferiori ma un maggiore impatto paesaggistico e ambientale. «Tutte le alternative avranno costi e benefici differenti che andranno analizzati con il territorio per evitare scelte calate dall'alto», ha aggiunto.











