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L’immagine più ricorrente a fine seduta è quella della «svolta epocale». E per la gestione dei rifiuti in Calabria, in effetti, il Piano d’ambito varato ieri mattina dal consiglio direttivo d’Ambito di Arrical - l’Autorità rifiuti e risorse idriche Calabria - potrebbe rappresentare davvero un grande salto in avanti: per l’ambiente, per le abitudini dei cittadini, per gli stessi enti locali.
I punti chiave di quella che sarà una gestione integrata “totale” - non più solo raccolta dei rifiuti ma anche gestione del trasporto e degli impianti di trattamento - sono la gara sulle tre macro-aree omogenee funzionali per individuare il gestore unico e gli obiettivi di miglioramento del servizio messi nero su bianco. Tutto in linea con la visione di lungo periodo di progressiva riduzione del ricorso alle discariche e del potenziamento degli impianti pubblici di recupero. Il territorio regionale - che con legge regionale del 2022 è stato inserito in un Ambito territoriale ottimale (Ato) unico, affidandone le funzioni di governo ad Arrical - è stato suddiviso in macro-aree omogenee ai fini gestionali: Area Nord, coincidente con la provincia di Cosenza; Area Centro, province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia; Area Sud, Città metropolitana di Reggio Calabria.










