La Puglia è la seconda regione per numero di pratiche Zes, per un totale di 424 progetti, per un ammontare di credito richiesto pari a 657.644.940 euro. Il dato, tratto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 dicembre 2025, si scompone per dimensione d’impresa: le medie imprese pesano per la quota maggiore, con 235,7 milioni di euro su 820 comunicazioni, seguite dalle grandi imprese (175 milioni su 340 comunicazioni), dalle micro (157,5 milioni su 180 comunicazioni) e dalle piccole (89,4 milioni su 434 comunicazioni). Guardando alla tipologia di investimento, il macchinario industriale assorbe la quota più consistente della spesa realizzata (479 milioni di euro), davanti alle attrezzature (334 milioni), agli impianti (311,7 milioni) e agli immobili strumentali (148,3 milioni), per un totale investimenti dichiarati di circa 1,27 miliardi di euro.

Rimane ancora quasi un mistero la tipologia di investimento, il codice Ateco delle imprese e altri dettagli che potrebbero permettere alle comunità locali di conoscere che tipo di insediamento arriverà sul territorio, grazie alla Zes. Nonostante sia stato fatto – da Gazzetta – un accesso agli atti tramite procedura Foia, il Dipartimento per il Sud ha riferito che queste informazioni sono in possesso solo dell’Agenzia delle Entrate « cui compete la verifica e il controllo in merito alla sussistenza dei requisiti per accedere al credito suddetto». La struttura di missione, si deduce, non conosce è a conoscenza di quali sono le imprese che hanno fatto la procedura e per quale tipo di investimenti.