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Daniele Sparisci, inviato a Budapest

Hamilton commenta amaro: «Avevamo la macchina per vincere, occasione persa». Vasseur: «Tutto quello che poteva andare storto è andato storto»

Pronti via, subito il primo scivolone. Gli operai smontano in fretta il paddock, alcuni schermi sono accesi e trasmettono a ripetizione le immagini della partenza. Quella horror di Leclerc, da secondo a quinto. Vanno riviste per capire come, dopo lo spreco della pole al sabato, la Ferrari abbia completato il processo di autoeliminazione e lanciato il campione del mondo Norris verso il primo successo stagionale. Strameritato e preoccupante per chi è nella mischia dietro a Kimi in fuga, perché con Lando è tornata la McLaren grazie alle evoluzioni e se Piastri non fosse stato tradito dal cambio sarebbe stata doppietta. «Non ce lo aspettavamo, alcuni pezzi nuovi erano pronti soltanto venerdì: quando prendiamo la direzione giusta nello sviluppo arriviamo, siamo di nuovo in corsa» racconta il team principal Andrea Stella.

A far festa quest’anno c’è sempre un tocco d’Italia, e poi c’è Kimi sul podio che festeggia moltissimo, un terzo posto in rimonta (scattava settimo) «inventato» con strategia, fortuna, ma soprattutto con la maturità da campione: «Siamo stati capaci di massimizzare ogni opportunità, se a inizio stagione mi avessero detto che sarei stato leader del Mondiale con tanto vantaggio (+50 su Hamilton e +59 su Russell, 7° dopo l’ennesimo imprevisto tecnico al via, si è attivato il sistema anti-stallo, ndr) non ci avrei mai creduto. Vado in vacanza rilassato, ma poi dovrò spingere perché i rivali crescono».