Doveva essere il Gran premio del rilancio, si è trasformato nell’ennesima occasione sprecata. La Ferrari lascia l’Ungheria senza nemmeno un podio, con Charles Leclerc quarto e Lewis Hamilton quinto al termine di una gara piena di rimpianti. Il britannico, condizionato dalla penalizzazione in qualifica e dai cinque secondi aggiunti in gara per eccesso di velocità in pit lane, non cerca alibi: “Le penalizzazioni? È stata colpa mia, non ho nulla da rimproverare al team”.
Eppure, proprio Hamilton è il più duro nel giudicare il risultato finale. “Non dovevamo fare quella sosta in più, perché abbiamo ceduto la seconda posizione. Abbiamo fatto dei buoni progressi, ma l’esecuzione non è stata perfetta. Oggi avremmo dovuto vincere“. Parole che fotografano tutta la delusione del sette volte campione del mondo dopo un weekend che, sulla carta, sembrava favorevole alla Ferrari e che invece si è chiuso con un altro pesante passo indietro nella corsa al titolo. In classifica, infatti, Kimi Antonelli allunga ulteriormente, portando a 50 punti il vantaggio proprio su Hamilton.
Anche Leclerc lascia Budapest con molte domande e poche risposte. Il monegasco, che ha compromesso le proprie possibilità con una partenza sbagliata, ha descritto una Ferrari sempre più difficile da interpretare. “È molto difficile trovare la costanza con questa vettura. La cosa davvero strana è che nelle ultime tre gare è avvenuto l’esatto contrario di ciò che ci aspettavamo”.













