BUDAPEST. Frederic Vasseur era stato buon profeta: «L’Hungaroring è un circuito che si adatta alla nostra macchina ma servono concentrazione, disciplina e attenzione ai dettagli». In una parola, l’esecuzione. E purtroppo per lui, nonché per la Ferrari e i suoi tifosi, il Cavallino a Budapest ha sbagliato praticamente tutto quello che si poteva sbagliare, dalle qualifiche alla gara. Arrivava qui da favorita, ha chiuso come quarta forza dietro a una McLaren, una Red Bull e pure una Mercedes che partiva molto più indietro. Ha vinto Lando Norris, il campione del mondo che ieri comunque al netto della penalità si era preso la pole per 12 millesimi, riportando al vertice la monoposto papaya, assente ingiustificata nelle prime dieci gare. «Ho spinto come un pazzo – racconta Norris -, la macchina aveva un grande passo. Considerando quanto mi sono sentito bene oggi sono convinto che possiamo continuare così, anche se è la pista che si adatta più a me di tutta la stagione». Ha fatto un solo errore, Lando, concedendo troppo spazio in curva 2 nel primo giro al compagno di squadra Oscar Piastri, rimasto al comando per metà gara. Al secondo pit-stop però l’inglese ha ripreso la vetta e non l’ha più mollata, mentre l’australiano è stato costretto al ritiro da un problema al cambio a 13 giri dalla fine.
Gp Ungheria: trionfa Norris, la Ferrari sbaglia tutto
Successo McLaren, sul podio anche Verstappen e Antonelli. Hamilton penalizzato di nuovo (5” per eccesso di velocità in pit-lane) e soltanto quinto dietro a Lec…













