Non si placano le polemiche sullo stato delle carceri denunciato dal procuratore capo di Palermo, Maurizio de Lucia. «Esprimiamo piena vicinanza e corresponsabilità al procuratore - dicono dall’associazione Libera - oggetto di attacchi personali dopo aver richiamato l’attenzione del Paese su un tema cruciale come la situazione del sistema penitenziario. Le sue parole rappresentano un contributo al dibattito pubblico che nasce dall’esperienza quotidiana di chi è impegnato, in prima linea, nel contrasto alla criminalità organizzata. Le criticità del sistema carcerario, il contrasto al potere delle organizzazioni mafiose e la tutela della sicurezza collettiva meritano risposte concrete, investimenti e responsabilità istituzionale, non polemiche».Sui social interviene aspramente contro il ministro alla Giustizia il vicepresidente di Iv-Casa Riformista, Davide Faraone: «Nordio accusa il procuratore di aver “perso il controllo di sè stesso”, quando, ad aver perso il controllo sembra essere lui. Soprattutto delle carceri. Il governo trasforma il codice penale in un’enciclopedia, con l’obiettivo di mandare sempre più persone in carcere. Ma una volta varcato il cancello, quello stesso carcere viene lasciato senza uomini, senza mezzi e, se bisogna credere a Maurizio De Lucia, perfino senza il controllo dello Stato. Alle parole del procuratore di Palermo, Nordio non ha risposto nel merito. Ha preferito attaccare il magistrato. Eppure, l’ordine di sparare a Palermo con i kalashnikov, secondo le indagini, sarebbe partito dal carcere di Trani. E questo è gravissimo».L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.