TREVISO - «Suoni di Marca più che cancellata, va ripensata. Dopo più di 30 edizioni secondo me è arrivato il momento di pensare a come rimodularla. Forse 16 serate sono troppe, magari si potrebbe pensare a qualcosa di più contenuto ma con più qualità. Sediamoci attorno a un tavolo e parliamone. Pensarla lontano dalle Mura? Organizzare manifestazioni sulle Mura, luogo simbolo della città, diventa sempre più difficile per motivi di capienza e sicurezza. Un tema che va conversare». Il sindaco Mario Conte rilancia sul futuro di Suoni di Marca, arrivato alla trentaseiesima edizione che potrebbe anche essere l'ultima. Paolo Gatto, inventore e organizzatore della rassegna, lo ha detto chiaramente: «Alle condizioni attuali, un festival gratuito, un'offerta libera, inclusa, accessibile e di qualità non è più economicamente sostenibile in autonomia».
Lo sfogo E dopo essersi lamentato per la lontananza delle istituzioni, Gatto ha messo una condizione per poter pensare alle 37esima edizione: «Servirà un sostegno economico e organizzativo più concreto e proporzionato al valore culturale e sociale, e all'indotto turistico che il festival genera per la città e per il territorio. La richiesta non è di un intervento occasionale, ma di un supporto effettivo dato da un riconoscimento maggiore a Suoni di Marca in quanto patrimonio culturale. La volontà di continuare c'è, ma la volontà, da sola, non basta». In poche parole: Suoni di Marca sopravviverà con questa formula solo se ci saranno aiuti concreti e continuativi. Conte raccoglie lo sfogo, ma puntualizza: «Paolo Gatto lo ringrazio per quello che fa e capisco anche la sua frustrazione, magari accentuata dalla stanchezza di essere arrivato all'ultima serata. Però le sue parole inducono una riflessione doverosa: è vero che ci sono i problemi dei costi, della burocrazia, per la sicurezza. Ma Suoni di Marca va sicuramente ripensata. Come? Parliamone. Vediamo come migliorarla. Forse serve una nuova veste. Noi, come ente, siamo stati e continuiamo a essere vicini alla manifestazione. E lo faranno anche gli altri. Più aiuti economici? Il Comune fa già la sua parte e in questi anni non ha mai ridotto il suo contributo. E non è poco». La discussione Sul tema si fa sentire anche Stefano Pelloni, capogruppo del Pd: «Sarebbe gravissimo perdere Suoni di Marca - evidenzia - e sarebbe un errore pensare che il problema riguardi soltanto un singolo festival. Suoni di Marca ha la forza e le spalle per dirlo pubblicamente, ma sono tante le associazioni trevigiane che lamentano di essere lasciate troppo sole, affrontando costi, burocrazia e responsabilità sempre maggiori». Quindi l'appello alla giunta: «L'Amministrazione comunale deve ascoltare questo appello e fare di più e fare meglio per sostenere chi costruisce cultura, socialità e vita cittadina. Mi appello quindi al sindaco Mario Conte, perché questo grido d'aiuto non cada nel vuoto. Suoni di Marca è un patrimonio della città e va messo nelle condizioni di poter continuare». E su questo fronte il Pd è pronto a fare la sua parte: «E su questo tema anche le opposizioni sono a disposizione. Non ci interessa fare una battaglia di parte, ci interessa trovare una soluzione e costruire condizioni migliori di quelle garantite fino a oggi. Suoni di Marca è uno di quei pezzi preziosi che la città non può permettersi di perdere». Infine Luigi Calesso (Coalizione Civica): «La giunta dovrebbe incontrare gli organizzatori per capire quali possono essere gli interventi del Comune utili a rendere la "costruzione" e lo svolgimento della manifestazione maggiormente sostenibile sul piano economico e tecnico».







