Gli incendi devastanti che stanno colpendo il Sud-Ovest della Francia e diverse regioni centrali della Spagna continuano a evolversi con estrema rapidità proprio in queste ultime ore. Con una stima di oltre 300.000 sfollati complessivi tra le due nazioni, la priorità dell’emergenza si sposta ora sulla tenuta dei soccorsi sul campo e sulle decisioni strategiche delle autorità locali.
Sul fronte francese, la massima attenzione resta concentrata sulla vasta area metropolitana di Bordeaux. Tra imponenti pirocumuli e un denso fumo acre, la municipalità analizza costantemente i possibili scenari evolutivi: sebbene un’evacuazione totale della città sia stata definita "non all’ordine del giorno" dal sindaco Thomas Cazenave, l’opzione è stata presa in considerazione e il fronte del fuoco brucia minaccioso a soli 15 chilometri dai quartieri abitati. Nel dipartimento della Gironda la superficie incenerita ha ormai raggiunto i 42.000 ettari con oltre 220.000 persone evacuate, l’autostrada A63 completamente chiusa e il traffico ferroviario sospeso a sud della città. A presidiare le aree evacuate e i vari blocchi stradali sono stati mobilitati 950 gendarmi in Gironda e 400 nelle Landes, affiancati da ben 2.500 vigili del fuoco e 1.500 militari dotati di mezzi speciali e droni di ricognizione Reaper. In Spagna le autorità parlano apertamente di un "momento complesso". Il premier Pedro Sánchez, accompagnato dai ministri dell’Interno e dei Trasporti, ha confermato che il prossimo Consiglio dei Ministri approverà a breve lo stato di emergenza. Il drammatico bilancio iberico conta circa 150.000 ettari bruciati nel 2026, 75.000 sfollati tra Madrid, Ávila, Toledo e Castellón, oltre a una vittima accertata nel focolare di Manises, a Valencia. Con il temuto rialzo termico previsto nelle prossime ore, la prefettura ha già escluso categoricamente ogni rientro per gli evacuati.










