Un’immensa cintura di fuoco stringe contemporaneamente la Spagna centrale e la Francia sud-occidentale. Intere località sono state svuotate, autostrade e collegamenti sono stati interrotti e migliaia di vigili del fuoco continuano a combattere contro fronti alimentati dal caldo estremo, dalla vegetazione secca e dai continui cambiamenti del vento. Tra persone evacuate e residenti costretti a restare chiusi nelle proprie abitazioni, l’emergenza coinvolge ormai oltre 300mila persone nei due Paesi.

Sánchez nelle zone degli incendi Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha raggiunto il posto di comando avanzato di Navaluenga, nella provincia di Ávila, una delle aree maggiormente colpite. Dopo la riunione con i responsabili delle operazioni ha parlato di una notte «molto positiva» sul fronte del contenimento, avvertendo tuttavia che la Spagna dovrà affrontare ancora «ore difficili». I numeri restituiscono la portata della crisi. Secondo Sánchez, nel giro di meno di 24 ore la superficie bruciata dai 32 grandi incendi registrati dall’inizio dell’anno è passata da 130mila a 150mila ettari: sei volte il dato dello scorso anno. Martedì il governo dichiarerà le aree colpite come zone gravemente danneggiate da un’emergenza, primo passo per attivare aiuti, indennizzi e interventi straordinari. I fronti più pericolosi restano quelli tra Madrid e Ávila, gestiti ormai attraverso un comando operativo unificato. Soltanto in queste due aree gli incendi hanno interessato decine di migliaia di ettari e costretto circa 100mila persone a lasciare le proprie case o a rimanere confinate. Altri roghi hanno imposto evacuazioni anche nella provincia di Toledo e nella zona di Castellón, dove circa 15mila residenti sono stati allontanati dalla Vall d’Uixó.Il re Felipe, in visita a un centro di accoglienza per gli sfollati, ha parlato di danni «incalcolabili» al patrimonio naturale spagnolo. Molte famiglie sono lontane da casa da giorni, mentre decine di abitazioni risultano distrutte o danneggiate. Una persona è morta durante un incendio nella zona di Valencia. Bordeaux circondata dalle fiamme Ancora più vasta è l’operazione in corso nel sud-ovest della Francia. Nella notte altre 55mila persone hanno ricevuto l’ordine di evacuare diversi comuni situati tra il bacino di Arcachon e la cintura metropolitana di Bordeaux. Il totale degli sfollati nella regione della Gironda è così salito a circa 220mila, mentre considerando anche gli altri incendi francesi le persone costrette ad abbandonare le proprie case superano le 250mila. Le fiamme sono arrivate a circa 15 chilometri dagli accessi alla città. L’autostrada A63, che collega Bordeaux al confine spagnolo, è stata chiusa per un tratto di circa 60 chilometri. Il centro fieristico è stato trasformato in una struttura di accoglienza per gli evacuati e i soccorritori lavorano per impedire che il fronte raggiunga le zone più densamente popolate.Il Comune sta studiando tutti gli scenari possibili, compresa un’eventuale evacuazione totale di Bordeaux. Al momento, però, non è stato emanato alcun ordine per lasciare la città: si tratta di un’ipotesi precauzionale inserita nei piani di emergenza. Nel solo comune vivono circa 270mila persone, mentre l’intera area metropolitana supera il milione di abitanti.Sul terreno sono impegnati circa 2.500 tra vigili del fuoco, militari e operatori della protezione civile, sostenuti da 18 velivoli e da squadre arrivate anche da altri Paesi europei. Il fuoco ha distrutto centinaia di edifici e ferito decine di pompieri. Dall’inizio del 2026 in Francia sono già andati bruciati circa 98mila ettari, il valore più alto mai registrato in questo periodo dell’anno. Il vento meno intenso ha concesso alcune ore di tregua sia in Spagna sia in Francia. Ma i responsabili delle operazioni avvertono che basta una nuova raffica o un aumento delle temperature per riaccendere i fronti e spingere le fiamme verso altre zone abitate.