Il sistema penitenziario italiano è in piena crisi e la denuncia di questa condizione ha innescato uno scontro istituzionale che però sta isolando il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
A far esplodere il caso sono state le parole del procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, che ha messo a nudo le gravi falle delle carceri: la persistente capacità di influenza delle organizzazioni criminali anche dietro le sbarre e un sovraffollamento ormai strutturale.
Alla sua presa di posizione il Guardasigilli ha replicato con affondi personali, provocando un'immediata levata di scudi che ha accomunato opposizioni, società civile e persino esponenti della maggioranza di centrodestra.
Dal Partito Democratico a Italia Viva, la condanna dell'atteggiamento del ministro è unanime. La senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Pd, ha espresso «piena solidarietà» al procuratore, definendo «molto grave che il ministro Nordio abbia scelto la strada dello scontro con un magistrato che ha evidenziato criticità reali».
Secondo Rando, l'intervento di De Lucia non mirava affatto a colpire il personale penitenziario, ma a porre l'accento su un'emergenza che le istituzioni dovrebbero affrontare senza «delegittimare chi le porta all'attenzione del Paese».











