L'allarme sulla situazione delle carceri fa scoppiare un duro scontro tra Procuratore di Palermo e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Dopo la denuncia di un anno fa da parte del capo della Dna Giuseppe Melillo sulla situazione ingestibile delle carceri, sono arrivate in queste ore ancor più nette le dichiarazioni del procuratore Maurizio De Lucia. Nel corso di un incontro sul racket del pizzo organizzato da Assostampa, il magistrato ha spiegato che gli istituti di pena «non sono più sotto il controllo dello Stato», quindi «le carceri non esplodono perché i detenuti non vogliono farle esplodere, il controllo appartiene solo alle organizzazioni criminali che vogliono lasciare le cose per come sono».La replica del Guardasigilli
Ma la reazione del Guardasigilli a queste frasi è dura: «È De Lucia che ha perso il controllo di sé stesso. È di una gravità inaudita che un procuratore offenda l'intero corpo della polizia penitenziaria che svolge il proprio dovere con il rischio della vita. Se qualche fenomeno patologico è avvenuto, un magistrato non può estenderlo all'intero territorio nazionale», sostiene il ministro cercando di fare quadrato assieme a tutto il fronte della magistratura: «Questo non è il modo migliore per creare quell'atmosfera di leale collaborazione che stiamo attuando, con interlocuzioni attente sia con il procuratore nazionale antimafia, sia con il Csm, sia con l'Anm».Le indagini della Procura di Palermo










