La rinascita di Viktor, il piccolo guerriero. «Il suo sorriso ha cancellato ogni paura»

DAL KOSOVO AL PAPA GIOVANNI . Il racconto di mamma Shkurta, il trapianto di fegato e l’accoglienza a «Le Casette».

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«Ogni giorno - scrive Alessandro Perissinotto - per andare al lavoro, per mangiare, per muoverci, per vivere, noi compiamo una serie infinita di atti di fiducia. Ci affidiamo agli altri, al medico che ci cura, al muratore che ha costruito la nostra casa, al pizzaiolo che ci fa mangiare, perché la fiducia ci fa vivere». Così è stato per Shkurta Zogjani e suo figlio Viktor, arrivati dal Kosovo per curare una grave malattia: si sono affidati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, agli Amici della pediatria, ai familiari che li hanno sostenuti, anche nei momenti più bui, senza perdere mai la speranza. Un intreccio virtuoso d’affetto speranza e gratitudine: «Non ho mai smesso di credere che le cose sarebbero migliorate, anche quando sembrava impossibile».

Il trapianto di fegato Viktor ha subito un trapianto di fegato, che Shkurta considera un grande dono: «Le parole non saranno mai sufficienti per esprimere la nostra gratitudine per la vita che la famiglia del donatore ha offerto a nostro figlio. Grazie a questo gesto di immenso altruismo oggi lui è qui, cresce, riempie la nostra casa di quella speranza che abbiamo temuto di perdere. Onoreremo questo dono ogni giorno e porteremo sempre questa famiglia, che non conosciamo, nei nostri cuori».