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Salvatore Riggio

Nella «The Comeback fight» di Gedda Anthony Joshua deve rialzarsi da due conteggi contro l'albanese Prenga prima di stenderlo con un destro devastante: la vittoria avvicina l'epica sfida con Tyson Fury, ancora senza data

Ci sono tre minuti capaci di trasformarsi in un'eternità, un abisso nel quale una carriera gloriosa rischia di svanire per sempre.

A Gedda, in Arabia Saudita, Anthony Joshua ha toccato con mano l'incubo del punto di non ritorno. Il 36enne di Watford, già messo a dura prova dai dolorosi passi falsi con Oleksandr Usyk, ormai quasi quattro anni fa, e Daniel Dubois (settembre 2024), si è ritrovato di nuovo sospeso sull'orlo del precipizio. Un montante corto sfoderato dall'albanese Kristian Prenga lo sgretola in un istante: battuto, finito al tappeto, di nuovo vittima di quella mascella fragile che vanifica una classe cristallina. Si rialza con affanno, incassa colpi, subisce un secondo conteggio e torna al suo angolo completamente privo di certezze.