HomeFirenzeCronacaStadio, martedì nuovo summit. Il nodo concessione fino al 2117. Torino e Udine: maxi convenzioni ma i capitali sono solo privatiIl club viola punta a ottenere 90 anni. Il Comune si affida a consulenti per valutare la proposta. Gli esempi nelle altre città: diritti di superficie extra large ma anche project e alienazioni.Il club viola punta a ottenere 90 anni. Il Comune si affida a consulenti per valutare la proposta. Gli esempi nelle altre città: diritti di superficie extra large ma anche project e alienazioni.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciBenvenuti nel 2117. Non è il titolo di un nuovo film di fantascienza che parla di viaggi nel tempo ma l’anno in cui terminerà la concessione che la Fiorentina intende ottenere dal Comune di Firenze per lo stadio Franchi. La società viola è pronta a sborsare i 55 milioni di euro necessari a coprire il secondo lotto dei lavori di restyling dell’impianto. Per valutare la proposta viola, il Comune si è affidato ai consulenti del Politecnico di Milano che dovranno analizzare la congruità o meno del piano economico-finanziario.
Per rendere la proposta più convincente, nella conferenza dei servizi in programma martedì (un incontro tecnico e interlocutorio), il club potrebbe mettere sul piatto altri 30 milioni per finanziare arredi, skybox, area hospitality e lavori accessori. In cambio, però, il club chiede una convenzione extra large, poco meno di cento anni. Un tempo tale da rendere il Franchi quasi come un patrimonio della Fiorentina che a quel punto potrebbe gestire in autonomia la struttura, i relativi ricavi, le manutenzioni ed eventuali nuovi lavori di ammodernamento che si potrebbero rendere necessari nei prossimi novant’anni. Insomma, il Franchi si trasformerebbe in un asset vero e proprio per la società gigliata. Una direzione che tanti top club europei hanno già intrapreso da tempo.












