HomeCronacaLa stretta anti-maranza. Crepet: reprimere non basta: "Abbassare la maggiore età"Lo psichiatra: i ragazzi vanno responsabilizzati dando loro diritti e doveri "Ormai agiscono come vogliono, ma quando fa comodo tornano bambini".Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciIl via libera del consiglio dei ministri al disegno di legge cosiddetto “anti-maranza”, che interviene anche sull’imputabilità dei minori introducendo una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per chi abbia compiuto 14 anni, è da giorni al centro del dibattito politico. Per lo psichiatra Paolo Crepet il provvedimento non affronta il nodo centrale del problema. Anzi, rilancia una proposta destinata a far discutere: abbassare la maggiore età a 16 anni.
Professore, che cosa ne pensa di questo disegno di legge? "È un provvedimento – risponde Crepet – assolutamente parziale e insufficiente. Il mondo della politica, e parlo di tutti, maggioranza e opposizione, continua a sfuggire ad una responsabilità fondamentale: avere il coraggio di abbassare la maggiore età a 16 anni. È lì che bisognerebbe intervenire".
Ma in che modo dunque a suo giudizio una misura di questo genere potrebbe contribuire a cambiare le cose? "La libertà ha sempre un prezzo. Se ragazzi e ragazze di 13 o 14 anni stanno in piazza fino alle due di notte, come si vede in piazza Santa Croce a Firenze, se fanno le ‘seratone’, vivono come adulti, allora bisogna essere coerenti. Abbassare la maggiore età significa riconoscere diritti, come votare o prendere una casa in affitto, ma anche doveri. Se ti ubriachi, fai del male a qualcuno o vai in giro con un coltello, devi rispondere delle tue azioni esattamente come un quarantenne. Oggi invece questi ragazzi fanno quello che vogliono, ma quando fa comodo tornano ad essere bambini, figli di mamma e papà. Dobbiamo decidere quale delle due strade vogliamo seguire".










