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Approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge contro la criminalità minorile. Già ribattezzato "anti-maranza", le nuove norme hanno l'obiettivo di contrastare fenomeni ampiamente diffusi come quello delle baby gang soprattutto nelle grandi città. Le nuove norme vanno a modificare l'articolo 98 del Codice penale che regola l'imputabilità dei minori. Attualmente è previsto che i ragazzi tra i 14 e i 18 anni siano ritenuti penalmente responsabili solo se, al momento del fatto, avevano la capacità d'intendere e di volere. In caso di condanna, la pena è sempre diminuita. Diversamente dagli adulti, per i quali la capacità di intendere e volere è presunta dalla legge, per i minori dai 14 ai 17 anni il giudice deve sempre accertare, caso per caso, se avessero la reale maturità per comprendere il disvalore del loro gesto. Attualmente quindi, per i minori tra i 14 e i 18 anni, l'imputabilità non è automatica. Con le modifiche del governo al Codice penale lo diventa: sarà l'incapacità di intendere e di volere a dover essere dimostrata caso per caso. Resta ferma la diminuzione della pena stabilita dall'articolo 98 che stabilisce che, oltre alla riduzione della pena principale, ci sono limiti per le pene accessorie. Se la pena detentiva è inferiore a 5 anni o si tratta di una pena pecuniaria, non si applica alcuna pena accessoria.