In Consiglio dei ministriApproda in Cdm un disegno di legge per colpire la criminalità minorile: l'incapacità di intendere e di volere andrà dimostrataI punti chiaveNuovo giro di vite contro i maranzaL’incapacità di intendere o di volere va provataLa relazione: sempre più crimini da parte dei giovanissimiCodice penale datato, va adeguato ai tempiImputabilità sempre presunta, stop verifiche d’ufficioOggi per i minori tra i 14 e i 18 anni l'imputabiità non è automatica: scatta soltanto se viene verificata la capacità di intendere e di volere. Domani, grazie a un disegno di legge in tre articoli che approda nel pomeriggio del 23 luglio in Consiglio dei ministri proponendo di modificare l'articolo 98 del Codice penale, il Governo punta a farla diventare automatica: sarà l'incapacità di intendere e di volere a dover essere dimostrata caso per caso.Nuovo giro di vite contro i maranzaLa nuova stretta anti maranza, fortemente voluta da Lega e Forza Italia (che alla Camera ha presentato una proposta di legge appena incardinata in commissione, a prima firma Marta Fascina, per abbassare da 14 a 13 anni la soglia dell'impunibilità), si basa su un'inversione dell'onere della prova e ha l’effetto di rendere regolarmente imputabili gli under 18, avvicinandoli al regime previsto per i minorenni.L’incapacità di intendere o di volere va provata«Non viene eliminata la possibilità di escludere l’imputabilità nei casi in cui il processo evolutivo del minore risulti effettivamente incompleto o compromesso - precisa la relazione illustrativa che accompagna il testo - ma si modifica il criterio di accertamento, invertendo l’attuale onere probatorio. L’incapacità di intendere o di volere non costituisce più il presupposto da accertare per affermare l’imputabilità, bensì una circostanza eccezionale che deve essere positivamente dimostrata sulla base degli elementi acquisiti nel procedimento». La relazione: sempre più crimini da parte dei giovanissimi Secondo il Governo, «la soluzione proposta realizza un equilibrato contemperamento tra le esigenze di tutela del minore e quelle di difesa della collettività». La giustificazione fattuale addotta per l'intervento normativo è la trasformazione del fenomeno della criminalità minorile. «Le cronache giudiziarie - recita la relazione - registrano con crescente frequenza la commissione, da parte di soggetti in età sempre più giovane, di delitti di particolare gravità, quali omicidi, rapine aggravate, violenze sessuali, sequestri di persona, lesioni gravissime e altri reati caratterizzati da elevata aggressività e da una marcata capacità organizzativa».Codice penale datato, va adeguato ai tempiDa questo «mutamento sociale e culturale» deriva la volontà di modificare l'assetto delineato dal Codice penale, ritenuto datato rispetto all'effetto di tecnologie e social media sulle «relazioni interpersonali» dei giovanissimi e sulla «percezione delle condotte illecite, favorendo in alcuni casi fenomeni di emulazione, ricerca del consenso del gruppo, spettacolarizzazione della violenza e diffusione di modelli comportamentali devianti».