HomeMassa CarraraCronacaLa guerra del marmo. Quasi 100mila euro per difendersi al TarIl Comune nomina l’avvocato Rigacci per tutelare la natura pubblica del lapideo. Sono 28 le aziende che hanno presentato ricorso al tribunale amministrativo.Le cave al centro di una guerra di. carte bollate fra imprese e ComuneRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciEntra nel vivo il maxi-contenzioso che vede contrapposti il Comune e il mondo del lapideo. Di questi giorni la determina con cui l’amministrazione comunale ha ufficializzato l’affidamento dell’incarico legale per resistere al fitto pacchetto di ricorsi presentati da 28 società del settore marmo, capitanate dalla Figaia Cave. La scelta della giunta e del Settore Ambiente e marmoper la difesa dei beni pubblici è ricaduta sull’avvocato Dario Rigacci dello Studio Legale Lessona di Firenze. Una decisione all’insegna della continuità visto che l’avvocato Rigacci aveva già difeso palazzo civico nella precedente fase del contenzioso, e conosce nel dettaglio ogni singola piega del fascicolo.
L’operazione comporterà una spesa di 99mila e 105,19 euro finanziata dal capitolo del bilancio dedicato alle spese legali del settore lapideo. Le 28 aziende chiedono l’accertamento e la declaratoria del diritto di ‘livello perpetuo’ o di ‘enfiteusi perpetua’ sugli agri marmiferi comunali. Si tratta di antichi istituti giuridici di godimento, che se riconosciuti in modo perpetuo garantirebbero a queste società una stabilità e un controllo privatistico quasi assoluto sui siti estrattivi. Una posizione che il Comune intende contrastare per tutelare la natura pubblica della risorsa marmo. Inizialmente, le aziende avevano avviato le cause davanti al Tribunale civile. A sbloccare lo stallo è stata un’ordinanza della Cassazione, che ha risolto il nodo della giurisdizione decretando che la competenza non spetta al giudice ordinario, bensì al giudice amministrativo.










