HomeMassa CarraraCronacaIl futuro del marmo: "Serve una svolta radicale. La Regione riconduca le cave alla categoria delle miniere"Sinistra anticapitalista e La Comune dopo la sentenza della Consulta "Questo rafforzerebbe il ruolo pubblico nella gestione dei giacimenti" .Sinistra anticapitalista e La Comune dopo la sentenza della Consulta "Questo rafforzerebbe il ruolo pubblico nella gestione dei giacimenti" .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Daniele Rosi
"Fallita la concertazione sul marmo, serve adesso una svolta radicale". A sostenerlo sono ‘Sinistra anticapitalista’ e ‘La Comune’, intervenendo con alcune proposte in risposta alla recente sentenza della Corte costituzionale che ha smontato alcune parti della legge regionale 52 sulla filiera del marmo. Mentre istituzioni e industriali hanno già espresso il loro parere in merito, a seguito della bocciatura dell’obbligo di lavorare in loco almeno il 50 per cento del materiale estratto, Sinistra anticapitalista e La Comune rilanciano con alcune idee che puntano a ribaltare l’attuale modello di gestione del settore.
Le proposte messe sul tavolo, illustrate dall’avvocato Vittorio Briganti, nelle intenzioni vogliono segnare una netta discontinuità rispetto agli ultimi anni. La prima riguarda la classificazione dell’estrazione del marmo: secondo le due forze politiche, la Regione dovrebbe ricondurla alla categoria delle miniere. Una scelta che, sostengono, rafforzerebbe il ruolo pubblico nella gestione dei giacimenti, cancellando le pretese proprietarie avanzate da alcuni imprenditori e chiudendo definitivamente la storica vicenda dei beni estimati.











