Milano, 26 luglio 2026 – È stato lui da segretario milanese del Pd, a “gestire“ le ultime primarie cittadine del centrosinistra, quelle che nel 2016 incoronarono Giuseppe Sala candidato sindaco e, dopo le Comunali, primo cittadino. Pietro Bussolati, ora consigliere regionale del Pd, dice la sua sui prossimi passaggi politici che attendono il fronte progressista da qui alle elezioni del 2027.
Bussolati, sono gestibili primarie con sette candidati sindaci, tutti coloro che finora sono pronti a scendere in campo?
“Tornando con la memoria al 2016, alcuni mesi prima delle primarie, alcuni candidati che si dicevano pronti a correre poi alla fine si sono ritirati. Dunque credo che al momento delle eventuali primarie, quando bisognerà raccogliere le firme per presentarsi, si arriverebbe a una sintesi, con quattro o al massimo cinque candidature. Quattro come le candidature del 2016 (Sala, Balzani, Majorino e Iannetta, ndr)”.
Il sindaco Giuseppe Sala venerdì sollecitava il Pd e gli altri partiti della coalizione di prendere una decisione – primarie sì o no – entro settembre.
“Sono d’accordo con il sindaco Sala. Personalmente non sono a favore delle primarie per motivi etici, ma perché fare le primarie, nel 2016, è servito a Beppe Sala anche per vincere il secondo turno delle Comunali: lo scarto con Stefano Parisi era ridotto e l’elettorato di centrosinistra, anche quello più dubbioso nei confronti di Sala, si mobilitò anche perché Beppe era stato scelto con le primarie da un popolo di oltre 60 mila milanesi. Per questo credo che fare le primarie sia importante anche in questo caso, proprio perché non c’è una convergenza su un unico candidato”.











