«Candidarmi? Sì, ci penso». Mario Calabresi rompe gli indugi e, per la prima volta, ammette pubblicamente di valutare una discesa in campo per il centrosinistra a Palazzo Marino in vista delle elezioni comunali del 2027. L'ex direttore di Repubblica e La Stampa, che oggi guida Chora Media, intervenendo alla Festa dell'Unità Milano Sud-Est, spiega di essere sollecitato da tempo a candidarsi e di essere pronto a fare la sua parte, pur rimandando ogni decisione a quando il centrosinistra avrà definito il percorso per scegliere il candidato.
«Tanta gente me lo chiede per strada, io rispondo che sì, ci penso. Mi piacerebbe fare la mia parte per Milano, ci tengo. C'è però un percorso che non è delineato: bisognerà capire se ci saranno o meno le primarie. Sono in rispettosa attesa di capire cosa verrà deciso e se ci sarà la possibilità», ha detto. Le dichiarazioni di Calabresi aggiungono un nuovo tassello alla corsa per la successione di Giuseppe Sala, che nel 2027 concluderà il secondo mandato e non potrà ricandidarsi. Nel centrosinistra il confronto è ancora aperto e, accanto all'ipotesi di una candidatura espressione della società civile, restano in campo diversi nomi interni al Pd, tra cui quelli del capogruppo dem in Regione Pierfrancesco Majorino, della vicesindaca Anna Scavuzzo, ma anche quello dell'assessore al Bilancio Emmanuel Conte, vicino al sindaco. Sul tavolo c'è anche il nodo del metodo di selezione: una parte della coalizione spinge per il ritorno delle primarie, mentre altri preferirebbero arrivare a un candidato unitario condiviso. Con molta probabilità, verrà presa una decisione sul metodo in autunno.










