Monza, 26 luglio 2026 – Alla Cappella Espiatoria di Monza, ieri mattina, si è rinnovato un appuntamento che da 126 anni intreccia storia e devozione civile: la commemorazione del regicidio di Umberto I, ucciso il 29 luglio 1900 dall’anarchico Gaetano Bresci.

A rendergli omaggio, come da tradizione, l’Istituto nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon (Ingortp), insieme al vicariato di Monza e Brianza degli Ordini dinastici della Real Casa di Savoia. Una cerimonia svolta con il contributo del ministero della Difesa, in cui si è ricordato anche il centenario della morte della regina Margherita di Savoia, moglie del sovrano.

Gagliardetti, tricolori con lo scudo di Casa Savoia, rappresentanze in uniforme e istituzioni hanno fatto da cornice a un rito che si è tenuto nel giardino antistante la cripta della Cappella Espiatoria, edificata per volontà di Vittorio Emanuele III proprio nel luogo in cui si consumò l’attentato. Cappella Espiatoria di Monza, la cerimonia per ricordare la morte di Umberto I

La celebrazione

La celebrazione religiosa è stata presieduta dall’arciprete di Monza, monsignor Marino Mosconi. Al suo termine, una corona di fiori è stata posta sul cippo di marmo nero, all’interno della cripta, che segna il punto esatto dell’assassinio.