iStock
Powered by
In Piemonte l’inchino di papilla golosa non vede solo la cucina meritevole, ma pure la cantina, con una varietà di vitigni e relative elaborazioni che si possono approfondire nell’altro libro pubblicato nel 1963 da Paolo Monelli, di cui riprendiamo la storia della sua vita, O.P. ossia il vero Bevitore dove O.P. sta per Optimus Potor.
Due citazioni per tutte. Il Barbaresco «è guanto di velluto con dentro un pugno di ferro, ha la generosità dei forti e penetra nel cuore con il passo del buon guerriero». Al calice altra medaglia monelliana riservata al Barolo, con le sue due virtù «si conserva benissimo e poi sveglia l’umore creativo». Ed è forse non a caso che, centellinandolo con beva sapiente a La Morra, Giuseppe Gabetti trovò ispirazione per comporre la Marcia reale, poi divenuta inno ufficiale del Regno d’Italia.
Il made in Italy comincia ad affermarsi, facendo concorrenza nell’export ai cugini francesi, di qui la riflessione conseguente: «Esportare una buona bottiglia è come esportare un buon libro, soltanto che bere da una buona bottiglia è più facile che leggere». Altro atout a sostegno dell’emergente cultura materiale.









