HomePistoiaCronacaI piatti della tradizione. La benedizione di Fusca: "Lo ’stravizio’ ci vuole con tanto di scarpetta"Il noto chef pistoiese approva il menù jacopeo: "Viva i vecchi sapori" "I nostri maccheroni sono unici, nel resto d’Italia vanno spiegati".Antonella Clerici e Federico FuscaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciChe tradizione si concili con leggerezza e digeribilità succede praticamente mai. Ma nel dì di festa lo strappo ci sta tutto. Anzi è meritato: "Perché se devo godermela davvero, io a tavola davanti voglio un piatto bello ignorante. Da farci dentro la scarpetta". Il mantra di Federico Fusca - "godereccio" - ricorre e vale anche per il 25 luglio, San Jacopo, quando sulla tavolata lunga alla fine arrivano le loro maestà: maccheroni sull’anatra, anatra e fagioli serpenti in umido. Non una tradizione di famiglia per Federico – classe 1988, la gavetta vera nelle cucine dei ristoranti, poi l’incoronazione dei social e infine ospite fisso di Antonella Clerici a "È sempre mezzogiorno" -, insieme alla sorella l’unico pistoiese del nucleo: "Mamma siciliana, babbo calabrese, io i piatti di San Jacopo li ho scoperti da ragazzino – spiega lui -. Ho iniziato a metter mano alla ricetta che avevo quindici anni, ho imparato allora a conoscerla e a praticarla. I maccheroni pistoiesi non sono i classici maccheroni che intende tutta Italia, sono più dei maltagliati di pasta fresca che se esci da Pistoia e dalla Toscana devi fermarti a spiegarlo, altrimenti nessuno ti capisce".
I piatti della tradizione. La benedizione di Fusca: "Lo ’stravizio’ ci vuole con tanto di scarpetta"
Il noto chef pistoiese approva il menù jacopeo: "Viva i vecchi sapori" "I nostri maccheroni sono unici, nel resto d’Italia vanno spiegati".
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