Lunga e stretta, tre catene montuose e due mari a bagnarla. La Calabria deve alla storia e alla sua conformazione la sua ricca varietà vitivinicola. Avamposto alpino nel Mediterraneo, la regione che fa da punta allo Stivale si staccò nel Miocene dalle coste tra Liguria e Provenza, evento geologico da cui deriva la discontinuità con le altre regioni del Sud Italia. È stata poi la storia a renderla approdo per i flussi migratori da Oriente che hanno portato qui tradizioni e pratiche colturali, tra tutte le coltivazione della vite e la produzione del vino che nella cultura ellenica omaggiava il culto di Dioniso.
Geografia, storia, clima e tradizioni sono tessere di un mosaico nel quale la viticoltura ed enologia calabrese ha disegnato i suoi paesaggi, custodito antichi saperi insieme a varietà autoctone che ne descrivono il carattere, e le sue sfumature, più di mille parole. Non è un caso che Vinitaly, la più importante fiera del vino in Italia, abbia scelto la regione Calabria per due appuntamenti fuori dalle mura veronesi, Vinitaly and the City, recentemente nel Parco archeologico di Sibari e prossimamente sul ‘chilometro più bello d’Italia’, a Reggio Calabria.
Il Gusto durante la terza edizione sibaritide ha selezionato cantine ed etichette che maggiormente rappresentano questo caleidoscopio di zone, vitigni e vinificazioni calabresi.









