Il fumo può essere portato dalle correnti atmosferiche anche per migliaia di chilometri. La Società di Medicina ambientale lancia l'allarme: la componente che desta maggiore preoccupazione è il Pm2.5, costituito da particelle con diametro inferiore a 2,5 micrometri, capaci di penetrare profondamente nei polmoni e, in parte, di raggiungere il circolo sanguigno.
Gli incendi che stanno interessando diverse aree dell’Europa potrebbero determinare nei prossimi giorni un sensibile aumento delle crisi asmatiche, dei conseguenti accessi ai pronto soccorso e dei ricoveri per patologie respiratorie, anche in territori molto distanti dalle fiamme. A lanciare l’allarme è la Società italiana di medicina ambientale (Sima), mentre l’emergenza coinvolge in particolare Francia e Spagna, con evacuazioni di massa e vaste aree percorse dal fuoco. Nel 2026 gli incendi hanno già interessato nell’Unione europea circa 254.400 ettari, un’estensione superiore alla media degli ultimi vent’anni. Il pericolo per la salute non deriva soltanto dalle fiamme, ma soprattutto dalla diffusione del fumo, che contiene una miscela complessa di particolato fine e ultrafine, monossido di carbonio, ossidi di azoto, composti organici volatili e altre sostanze irritanti. La componente che desta maggiore preoccupazione è il Pm2.5, costituito da particelle con diametro inferiore a 2,5 micrometri, capaci di penetrare profondamente nei polmoni e, in parte, di raggiungere il circolo sanguigno.










