di
Marco Bonarrigo
Sul Galibier, salita mitica del Tour de France, la maglia gialla ha battuto di due minuti il tempo di Lance Armstrong del 2004. I tempi mostruosi degli anni del doping e quando pesano, oggi, la tecnologia e i nuovi metodi di allenamento
Al contrario di quelli stabiliti nell’atletica leggera, i record del ciclismo su strada non possono essere catalogati. Sappiamo che 57’20” è il limite nella mezza maratona, che Sebastian Sawe ha corso la maratona in 1h59’30” e che il record nella 100 chilometri è di poco superiore alle sei ore, ma quando dalla corsa a piedi si passa al ciclismo distanze, altimetrie e condizioni meteo rendono difficilissimo il confronto a meno che non si parli di prestazioni realizzate sulle stesse salite leggendarie.
Venerdì 24 luglio 2026 Tadej Pogacar ha stabilito il record assoluto di scalata dell’Alpe d'Huez coprendo i 13.800 metri in 35’26” (è il tempo più affidabile tra quelli rilevati ufficiosamente), a una velocità ascensionale media di circa 1.900 mt/ora (è il dislivello superato nell’unità di tempo) e spingendo sui pedali circa 7 watt per ogni chilo del suo peso corporeo. Si tratta della prestazione più eclatante mai registrata su una salita «media» (tra i 30 e i 40’ di sforzo complessivo, pendenza media 8/9%) che diventa un nuovo un punto di riferimento anche perché Pogacar ha fatto tutto da solo per la quasi totalità del tracciato, senza sfruttare il traino degli avversari.













