A marzo, l'unica soluzione percorribile per scongiurare l'interruzione del progetto di accoglienza che da otto anni restituisce dignità alle persone migranti malgrado l'ormai cronica carenza di risorse economiche, era stata la chiusura del rifugio Fraternità Massi di Oulx dalle 10 alle 17. Un grido di allarme volto a ridestare l'attenzione di istituzioni ed enti locali su un'emergenza il cui peso grava da tempo sulle sole spalle dei privati. Basti pensare ai medici di Rainbow for Africa e alla fitta rete di volontari che nei mesi scorsi hanno assistito i migranti per strada, a due passi dalla stazione di Oulx, garantendo la continuità del servizio sanitario e legale malgrado la chiusura diurna della struttura. Container alla stazione di Oulx: la risposta all'emergenza migranti Una situazione insostenibile mitigata dall'accordo con cui da inizio mese Rfi ha concesso l'installazione di due container sul piazzale della stazione, dando una risposta concreta al crescente bisogno di accoglienza e protezione umanitaria. Tagli al rifugio Fraternità Massi: dimezzati gli operatori da agosto Il silenzio delle istituzioni resta però assordante. «Per contenere le spese, da inizio mese il rifugio è aperto solo la notte, ma la rimodulazione del servizio non è bastata ad abbattere i costi fissi della macchina dell'accoglienza - precisa don Chiampo, che amareggiato aggiunge - da agosto saremo costretti a dimezzare il numero degli operatori stipendiati, che passeranno da otto a quattro». Non potrebbe essere altrimenti per un presidio umanitario che dal 2018 dà riparo ad un flusso ininterrotto di uomini, donne e bambini, e per il cui mantenimento occorrono 800mila euro all'anno. Un importo inarrivabile per la Fondazione Talità Kum, che cesserà quindi di occuparsi della gestione del Fraternità Massi. A confermare il triste epilogo sono le parole di don Chiampo, anima del progetto di accoglienza e presidente della Fondazione, oltre che parroco di Bussoleno. Fondazione Talità Kum: stop alla gestione del rifugio Fraternità Massi «È una decisione sofferta che abbiamo rimandato finché ci è stato possibile, anche grazie al contributo delle Fondazioni Magnetto, San Paolo e Crt. Non siamo però in grado di sostenere i costi dell'accoglienza in assenza, da tre anni, di fondi pubblici. Lo Stato si è dimenticato di noi ed è impossibile proseguire potendo contare solo sulla generosità dei privati». Futuro del rifugio di Oulx: assistenza ai migranti e nuove prospettive Intanto, l'unica certezza è legata alla destinazione d'uso dei locali donati nel 2021 dai Salesiani alla Fondazione Talità Kum e vincolati per dieci anni ad attività legate all'assistenza di persone migranti. «Il modello a cui avevamo dato vita, basato su un'accoglienza 24 ore su 24 garantita da operatori professionali stipendiati, non sarà replicabile, dato il mutamento delle sensibilità politiche a livello nazionale e locale - osserva don Chiampo - spero vengano presto individuate soluzioni in grado di assicurare l'assistenza, anche se non so prevedere con quali modalità e tempistiche. A rincuorarmi è la consapevolezza che in questi anni, intorno al rifugio è nata in maniera spontanea una rete solidale unica, capace di colmare il vuoto lasciato dalle istituzioni».
Oulx, il rifugio migranti è rimasto senza soldi. La fondazione lascia e getta la spugna
Talità Kum cesserà di occuparsi della struttura di accoglienza, rimasta da tre anni senza fondi statali. Don Chiampo: «Da agosto costretti e ridurre il numero …







