«Non si Il divieto del 2028" per quel che riguarda le multiproprietà per le società calcistiche "non si tocca". Lo dichiara il deputato barese del Partito Democratico Marco Lacarra, che ha presentato una interrogazione al ministro Ministro per lo sport e i giovani Abodi. "Il governo dica da che parte sta" dice Lacarra, che ha depositato "un atto di sindacato ispettivo per chiedere la conferma del divieto di multiproprietà stabilito dall'articolo 16-bis delle Noif, in netto contrasto con l'orientamento reso esplicito il 20 luglio scorso da Claudio Lotito, presidente della Ss Lazio e nuovo proprietario della Reggina". "In questa partita non sono uno spettatore neutrale. Intervengo da tifoso, con la delusione e l'amarezza che in questi mesi hanno accompagnato migliaia di baresi. E intervengo da tifoso che in quel meccanismo aveva riposto fiducia: nel 2023 - sottolinea - avevo chiesto io stesso al governo di rivedere quelle regole, perché le consideravo un ostacolo alla crescita del club. Mi sbagliavo. Il Bari è in Serie C dopo campionati chiusi senza mai giocarsi davvero la promozione. La multiproprietà non ha messo al riparo il nostro territorio. Al contrario, ne ha ristretto l'orizzonte, stagione dopo stagione". "Il Consiglio comunale di Bari si è già pronunciato all'unanimità, il sindaco ha scritto alla Federazione: la città ha fatto la sua parte, e lo ha fatto senza divisioni di parte. Con questo atto - conclude Lacarra - chiedo una scelta di campo inequivocabile, a tutela dello sport e della correttezza che deve sempre contraddistinguere le competizioni sportive".