Prova a mettere le cose in chiaro premettendo: «Non parlo del Bari». Ma siccome (i tifosi biancorossi lo sanno molto bene), il nodo multiproprietà torna necessariamente al pettine, il ragionamento dell’avvocato Mattia Grassani, tra i massimi esperti di diritto sportivo, nonché legale della Filmauro proprietaria di Napoli e Bari, non può non leggersi anche in chiave locale. «La Figc - dice Grassani - si trova davanti a una sfida importante perché le regole vigenti sono molto più rigide rispetto a quelle adottate in altre realtà europee. Il tema del vincolo parentale e dell’affinità tra proprietari merita una riflessione, soprattutto se si vuole consentire a soggetti economicamente solidi e capaci di dimostrare indipendenza gestionale di continuare a investire nel calcio». Punto primo.
L’avvocato insiste sulla necessità di aggiornare un sistema che considera non più pienamente aderente alla realtà contemporanea. «Oggi il calcio è inserito in una dimensione globale. Esistono gruppi che controllano società in diversi Paesi e che operano secondo logiche industriali consolidate. L’Italia deve interrogarsi sulla propria competitività e capire se alcune limitazioni siano ancora coerenti con l’evoluzione del settore». E sono due.









