All’indomani dell’approfondita disamina dell’avvocato Mattia Grassani, legale della famiglia De Laurentiis intervenuto sabato mattina per parlare di multiproprietà in un convegno ad hoc presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari, non si placa l’ondata di disapprovazione dei tifosi biancorossi. Sui social è uno stillicidio di feroci prese di posizione avverse a Grassani e alla famiglia proprietaria della Ssc Bari. Nel gruppo social «Tutti Pazzi per la Bari», Vito Nicola Dongiovanni scrive «De Laurentis continua a provocare i baresi mandando il suo avvocato a minacciare». Piervito Redavid si accoda con una soluzione simile a quella attuata dal pubblico laziale contro il patron biancoceleste Claudio Lotito: «Guardiamo i tifosi laziali e prendiamo spunto. Hanno deciso di sottoscrivere zero abbonamenti e disdire Dazn. Spero che ci muoviamo pure noi in tal senso per liberare Bari».

«È anacronistico presentarsi a fare le veci del Presidente davanti ai microfoni dopo mesi di silenzio vestito da Albert Einstein», scrivono altri. Per Beppe Petruzzelli «La colpa è di chi invita questi soggetti». Francesco Bruno Pontrelli ricorda che «Alla Uefa non la pensano proprio alla stessa maniera», riferendosi all’estensione della norma sulla multiproprietà a livello internazionale. «Grassani fa l’avvocato di parte...Cos’altro avrebbe dovuto dire?». Camillo Aceto replica sottolineando che «Invece di applaudire avremmo solo dovuto ricordare come otto anni fa ci è stato regalato un incubo che non permette ai nostri figli di sognare. Si chiama passione, caro avvocato a libro paga di Aurelio». Nello stesso gruppo, Marco Di Candia argomenta la sua posizione: «Dopo aver sentito le dichiarazioni dell’avvocato dei De Laurentiis, Mattia Grassani, abbiamo la certezza che il Bari ormai è andato perso. Puntano alla regolarizzazione della multiproprietà con la possibile elezione a presidente della Figc di Malagò che è dichiaratamente dalla loro parte. Mettiamoci una pietra sopra e abbandoniamo i Dela e la nostra vecchia società. A questo punto, l’unica cosa da fare è ripartire dal basso con un nuovo titolo sportivo. Magari quello dell’Ideale Bari, con qualche imprenditore locale o straniero».