Una convivenza sempre più difficile. Era inevitabile che l'indagine aperta dalla Procura di Bari rimbalzasse fragorosamente anche a Napoli. Stavolta non si tratta di risultati sportivi o campanile, bensì di una gestione condivisa sotto l'egida della Filmauro. E non è un caso che il comunicato diramato ieri sera dal club biancorosso portasse la firma congiunta di Aurelio e Luigi De Laurentiis. I portali dedicati al club azzurro sono invasi da migliaia di commenti che «spaccano» anche il popolo partenopeo. Eppure, una costante emerge. La convivenza tra i due club è decisamente complicata. A Napoli il Bari è visto quasi come un fastidio che minaccia una nuova luna di miele scandita da due scudetti in quattro anni e una presenza sempre più costante in Champions League. Dall'altra parte, invece, si contano i danni di una disastrosa retrocessione in serie C.

«E' tutta una montatura per cacciare i De Laurentiis da Bari: lì non li possono più vedere»: ecco il commento che si ripete con maggiore frequenza. «Conosciamo fin troppo bene l'attenzione ai conti di Adl: è impossibile che sia cascato in una tale banalità», aggiungono altri. «Ora i club falliscono perché sono in perdita? Perché non controllano seriamente i bilanci delle strisciate?», scrivono in tanti, riferendosi ai passivi pesantissimi delle big italiane. Ma c'è anche chi si preoccupa. «Questa multiproprietà è soltanto un danno e ora si moltiplicano le attenzioni: ma che se ne fanno i De Laurentiis del Bari? Ormai il figlio non può più mettere piede in città», aggiungono altri utenti. «Impossibile mantenere Bari e Napoli: in fondo è sempre stato il club azzurro a salvare i conti di quello biancorosso...». «Basta con questa confusione: ogni club per la sua strada».