Vogliono vederci chiaro su una sorta di triangolazione avvenuta negli ultimi anni: dal Napoli Calcio alla società del Bari, passando per la Filmauro. Tre punti cardinali che avrebbero contribuito a svuotare le casse del Bari, tanto da rendere necessaria l’apertura di una procedura di insolvenza nei confronti dello stesso club pugliese. Ipotesi di bancarotta fraudolenta, la Procura di Bari manda la finanza a perquisire la sede societaria del club locale (oggi in Serie C), del Calcio Napoli e della stessa Filmauro. Due gli indagati: il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e quello del Bari Luigi De Laurentiis, figlio del patron azzurro. Una vicenda che va calata in un’operazione particolare: quella legata alla crescita professionale di Elia Caprile, attuale portiere del Cagliari. Non è indagato il calciatore, bene chiarirlo, ma sui suoi passaggi dettati dal Napoli e dal Bari in altre compagini sono accesi i riflettori.
In sintesi, contratti alla mano, c’è una ipotesi di fondo che va riscontrata: ceduto dal Bari per 2 milioni e 200mila euro, Caprile sarà poi venduto dal Napoli al Cagliari per 8 milioni e mezzo. Soldi che non hanno gratificato il Bari, che si trova oggi alle prese con un buco di 30 milioni, che viene ricondotto alla gestione attuale (risalente al 2019). Seguiamo il ragionamento dei pm, alla luce di una consulenza tecnica agli atti: in data 24 luglio del 2023, il Bari cede al Napoli Caprile per 2 milioni e 200mila euro, quindi «concretizzando in tal modo il trasferimento integrale anche del potenziale plusvalore futuro in capo alla società acquirente». Chiaro il ragionamento? Usciamo dal giuridichese: il Bari non avrebbe partecipato degli utili generati dalla crescita del portiere, diventato poi il perno della difesa cagliaritana. Cosa era previsto nei contratti tra le due società? Una domanda che ha spinto l’ufficio inquirente barese (procuratore Roberto Rossi, gli aggiunti Ciro Angelillis e Milto Stefano De Nozza) a mandare ad acquisire carte, mail, bozze e passaggi amministrativi sul caso Caprile. C’è un retroscena da raccontare: «Nel bilancio della società barese si ritiene siano stati esposti fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero, ovvero omesse informazioni la cui esposizione era necessaria ai fini di una corretta valutazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società». Assistito dal penalista napoletano Fabio Fulgeri, il club azzurro (ma anche il management del Bari) replicano alle accuse: «SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis hanno appreso esterrefatti le contestazioni sollevate nel decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura barese. Il rilievo degli inquirenti riguarda il trasferimento tra società infragruppo di un calciatore, Elia Caprile, il cui valore era stato quantificato, mediante perizia giurata, prima del perfezionamento dell’operazione, da un soggetto terzo, indipendente e professionista autorevole, già consulente dell’Autorità giudiziaria, e fortemente accreditato nel settore calcistico, del tutto estraneo agli indagati. Lascia basiti, poi, la richiesta di liquidazione giudiziale di SSC Bari, proposta dalla medesima Procura, ai sensi dell’articolo 38 CCI, trattandosi di società assolutamente rispettosa dei propri impegni economici, le cui perdite di esercizio - fisiologiche nel settore calcistico - vengono sistematicamente coperte dall’intervento della proprietà con risorse proprie.SSC Bari, SSC Napoli, Aurelio e Luigi De Laurentiis esprimono con serenità la ferma convinzione che la loro posizione sarà rapidamente chiarita presso la competente autorità giudiziaria». Intanto, la Procura ha operato anche delle perquisizioni per conto terzi: i destinatari delle perquisizioni per questa vicenda (non indagati) sono anche i direttori sportivi di Bari, Ciro Polito, e Napoli, Cristiano Giuntoli, fino al giugno 2023 e Mauro Meluso da luglio 2023 a maggio 2024, oltre al procuratore sportivo di Caprile Graziano Battistini.










