Il segreto di Pulcinella è stato smascherato dai magistrati: la multiproprietà ha spolpato il Bari calcio, che negli ultimi anni ha perso ambizioni, categoria (di qualche settimana fa la storica retrocessione in Serie C) e a quanto pare anche risorse economiche che le appartenevano. Per questo la Procura del capoluogo pugliese indaga Luigi e Aurelio De Laurentiis per i reati di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. La tesi accusatoria ruota quasi interamente intorno alla cessione di Elia Caprile, una vicenda che a Bari conoscono bene. Il portiere – oggi al Cagliari, considerato uno dei migliori numeri uno italiani e già nel giro della nazionale – si è affermato nel grande calcio proprio in Puglia, nella stagione 2022-2023, quella della maledetta finale playoff per la Serie A persa all’ultimo secondo contro il Cagliari di Claudio Ranieri. Al termine di quel campionato strepitoso, Caprile fu ceduto “in casa”, passando dal Bari alla “capogruppo” Napoli senza divulgare le cifre ufficiali, suscitando grande malumore fra i tifosi biancorossi. Il tempo ha chiarito che i sospetti erano fondati: il Bari incassò soltanto 2,2 milioni di euro per il cartellino, un corrispettivo irrisorio visto il valore potenziale del ragazzo che era già diventato titolare nell’Under 21 e aveva richieste da mezza Serie A. Nell’estate 2025, dopo i prestiti a Empoli e Cagliari, sarà venduto definitivamente ai sardi per 8 milioni di euro, con una plusvalenza netta di circa 7 milioni incassata interamente dal Napoli e di cui il Bari non ha visto un centesimo.
De Laurentiis indagati: Caprile ceduto a prezzo irrisorio dal Bari al Napoli
La Procura di Bari indaga i De Laurentiis per bancarotta fraudolenta: Caprile ceduto per 2,2 mln, poi rivenduto per 8.










