VENEZIA - Non solo e sempre facchini: i portabagagli abusivi, talvolta, si spacciano anche per altri lavoratori. È il caso della rapina messa in atto in treno negli ultimi giorni di gennaio, quando due cittadini romeni hanno finto di essere operatori ferroviari per derubare due turisti appena saliti. Per loro sono state emesse due misure cautelari, che fanno parte della più ampia indagine che nei giorni scorsi ha portato all'arresto di tre porter abusivi responsabili di numerose rapine ed estorsioni.

L'EPISODIO

La vicenda, di cui si è occupata la polizia ferroviaria, risale al 24 gennaio. In quella data due uomini originari della Romania (uno dei quali di soli ventiquattro anni, scappato dopo il fatto e tuttora in fuga) avevano rapinato una coppia di turisti. I due, marito e moglie, erano in viaggio dopo un periodo trascorso a Venezia e stavano ripartendo in direzione Firenze. Insieme a loro sul treno però erano saliti anche i due cittadini stranieri. I due avevano smesso, quantomeno momentaneamente, di vestire i panni del "porter" (come facevano quotidianamente nei pressi del ponte di Calatrava) e si erano finti operatori ferroviari. Al collo come poi è stato descritto alla polizia dalle due vittime portavano un finto badge identificativo. Approcciata la coppia, i due avevano subito mostrato il tesserino. Forse approfittando del divario linguistico, avevano cercato di comunicare con i due turisti. In velocità nel timore che qualcuno potesse scoprirli avevano fatto intendere di dover vedere i documenti, di dover fare dei controlli. Durante la finta operazione avevano segnalato delle irregolarità, presumibilmente legate ai biglietti per la corsa del treno.