VENEZIA - Sembrava un furto, in realtà era “soltanto” un’offerta commerciale: trasporto bagagli, da piazzale Roma all’albergo selezionato (o, presumibilmente, appena dietro l’angolo), alla modica cifra di 50 euro. La modalità di promuovere il servizio, però, è risultata un po’ troppo aggressiva, almeno a parere dei vigili: strappare le valigie dalle mani di due turiste, tenerle in ostaggio, chiedere contanti anche solo per restituirle, i contorni sono quelli di un’estorsione, più che di una strategia commerciale; e poco importa se i responsabili non hanno neppure 18 anni, anche perché uno dei due presentava già un curriculum di un certo livello.

Domenica, nel pieno del ponte dell’Immacolata, gli agenti della polizia locale veneziana impegnati nella lotta ai portabagagli abusivi hanno segnato un doppio primato: se infatti le multe e le denunce nei confronti dei “porter” irregolari non rappresentano certo una novità, per la prima volta a venire fermati sono stati due minorenni. La coppia poi si è vista contestare un reato che non veniva associato ai facchini senza licenza da oltre dieci anni – e che oggi, con la legge Cartabia in vigore, risulta particolarmente significativo: per l’estorsione, infatti, è ancora prevista la procedibilità d’ufficio, quindi non solo non c’è bisogno della querela di parte offesa, ma neppure che questa si presenti in aula per scongiurare che il procedimento penale si areni (come invece succede sempre per i borseggiatori).