VENEZIA - Pensavano di aver messo le mani nel portafoglio di un turista distratto. Uno dei tanti, convinti che dopo poche ore sarebbe ripartito senza tornare mai più in città. Invece si sono trovate davanti un veneziano doc, di origini siriane ma italiano e residente a Castello, che ha deciso di non lasciar correre e di dichiarare loro battaglia. Tutto è cominciato giovedì (29 gennaio) in zona Rialto, uno dei punti più affollati della città. Due borseggiatrici rom bosniaco-croate, di 38 e 28 anni, entrambe volti molto noti nel centro storico e con una lunga lista di precedenti per furti e reati contro il patrimonio, hanno derubato un uomo dai tratti somatici siriani. Un errore di valutazione: perché quell'uomo, a tutti gli effetti, era un veneziano. La vittima si è accorta subito del furto, è riuscita a bloccare le due donne e ad allertare gli agenti della polizia locale di Venezia. Per le due borseggiatrici è scattato l'arresto.
Durante la convalida, tenutasi ieri mattina, l'uomo ha chiarito la sua posizione senza mezzi termini: si presenterà in tribunale tutte le volte che sarà necessario, pur di far sì che queste persone restino lontane dalla città. Una promessa di "battaglia" giudiziaria, in poche parole. L'arresto è stato convalidato dalla giudice Elisa Bianchi con il viceprocuratore Riccardo Palma. Per le due donne è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Venezia e i termini a difesa sono stati fissati per il prossimo 12 febbraio 2026.






