VENEZIA - «Ricordate le due ragazzine che una settimana fa una turista americana aveva fermato prendendone una per i capelli? Ecco, sono quelle due, una di 13 anni e l'altra di 15, che hanno denunciato me e il mio amico per aver sventato un borseggio».
A raccontare l'assurda vicenda è un "Non distratto", uno delle decine di veneziani che da trent'anni combattono la piaga dei borseggi a Venezia. Lui, che in quest'occasione preferisce non rivelare il suo nome, si trova ora indagato per il reato di violenza privata, avendo trattenuto una ragazzina dopo averle impedito di derubare una turista brasiliana: un fatto che risale a martedì 12 agosto.
È la conferma dell'esistenza di denunce avanzate da borseggiatori contro quei cittadini che non si voltano dall'altra parte, di cui aveva accennato il comandante della polizia locale Marco Agostini durante una conferenza stampa al Lido mercoledì, invitando la gente a non sostituirsi alle forze dell'ordine.
«Eravamo in due, vicino a San Zulian», racconta il "Non distratto" che questa versione ha messo in una controdenuncia. «Abbiamo notato due borseggiatrici che conoscevamo e le abbiamo seguite - spiega -. Ad un certo punto le abbiamo viste avvicinarsi alle spalle di una turista con lo zaino. La più piccola delle due lo ha aperto mettendo la mano dentro, allora ho avvertito la turista mentre tenevo per un braccio la borseggiatrice. Poi siamo andati dai vigili per fare la denuncia. Mentre spiegavo, la più grande mi ha colpito con una sberla alla testa di fronte agli agenti. E il denunciato sono io».








